La legna di bosco te la vendono non essicata questo è un dato di fatto.
Dal momento che viene venduta a peso è chiaro
che conviene così, ma anche volendo non ci sarebbe il tempo
materiale per farla stagionare a dovere da parte di chi la taglia, la
trasporta e la commercializza, in specialmodo negli ultimi tempi data
la
crescente richiesta.
Anche in questo campo il frenetici ritmi moderni condizionano un'ambiente che era e rimane legato intimamente con i cicli naturali delle
piante e
della loro lavorazione, talgio stagionatura ed utilizzo.
L'unico sistema per essere sicuri d'avere a disposizione legna
stagionata è quello di accatastarla nel proprio giardino un'anno per l'altro....oppure utilizzare solo gli scarti di segheria che invece sono già essicati perchè le tavole vengono asciugate nel forno prima di essere tagliate, ma sono di pezzatura piuttosto piccola sviluppano molto calore e poche braci, bruciando rapidamente.
Bruciare legna secca è fondamentale per il
buon funzionamento di qualsiasi impianto che utilizzi questo
combustibile.
Le cose stanno così:
I problemi più gravi che si possono
avere sono legati all'utilizzo di legna umida o poco stagionata, per
insufficiente coibenza dell'impianto o suo errato dimensionamento
rispetto all'apparecchio di combustione ad esso collegato, oppure per
un errato utilizzo della stufa, solitamente per una regolazione al
minimo troppo affrettata.
Il ciclo di combustione della legna può
essere riassunto brevemente in tre fasi:
Nella prima fase la legna si
surriscalda ed evapora l'acqua, facendo questo, il vapore sottrae
energia al focolare e si ha uno spreco di calore, più la legna
è umida e maggiore sarà lo spreco.
Nella seconda fase dalla legna incendiata si
distillano le resine e le sostanze volatili.
E molto importante in queste due fasi che l'afflusso di aria sia abbondante al fine di garantire una buona
temperatura nella camera di combustione così da bruciare in
maniera corretta e completa i gas che si producono sfruttando il loro
potere calorifero.
Con aria insufficiente si avrà una
cattiva combustione, una perdita di rendimento e la formazione di condensa dovuta alla scarsa
temperatura dei fumi.
Nella terza fase la legna è diventata carbone e brucia
lentamente con una fiamma azzurra, in questo momento è possibile
ridurre l'afflusso di aria e mantenere una combustione lenta, la sua
durata dipenderà dalla qualità della legna.
In seguito all'eccessivo raffreddamento dei fumi durante il loro
percorso all'interno dell'impianto fumario, il vapore si trasforma
nuovamente in acqua, depositandosi lungo la
parete interna del camino bagnando la fuliggine e
trasformandola in catrame.
Questo catrame è molto difficile da togliere alcune volte
impossibile.
Prende fuoco sviluppando alte
temperature, propagando l'incendio ad
eventuali travi o solai in legno, creando danni alla muratura,
alle persone ed alle cose.
Nelle statistiche dei pompieri ci sono alcune centinaia di casi all'anno con seri danni alle abitazioni.
E' importantissimo quindi bruciare solo legna asciutta, che sia
stagionata da almeno 12 mesi, per evitare sprechi e soprattutto
la formazione di catrame.
Ideale sarebbe conservare la legna in due cataste ognuna delle quali
sufficiente per il consumo di un'anno, utilizzandole a rotazione.
E' importante anche non bruciare scarti di lavorazioni come truciolati,
compensati o elementi verniciati, non bruciare plastica e carta
patinata; da questi prodotti durante la combustione si liberano
inquinanti tossici come metalli pesanti e diossine, che di norma escono
dal camino ma possono anche rimanere nei locali interni con serio
pericolo per la salute di chi li abita.