Come prima cosa bisogna tenere
conto di eventuali leggi a riguardo, in
ambito nazionale le uniche esistenti si riferiscono ad impianti
alimentati a combustibile solido con potenza al focolare superiore ai
35 KW ( legge n. 615 del 1966 ) e
quindi normali stufe e caminetti sono
esclusi, mentre al di sotto dei 35 KW vi sono obblighi solo per
gli impianti almentati a gasolio, gpl o gas metano. ( legge n. 46 del
1990 )
Tuttavia alcune province ed alcuni comuni hanno adottato regolamenti o
delibere che vincolano i cittadini a precisi obblighi di manutenzione,
prevedendo anche multe salate per i trasgressori.
I primi furono quelli di Trento e Bolzano dove sono regolamentate non
solo le procedure per la pulizia ma anche tutti gli aspetti del
mestiere dello spazzacamio, suddivisione del teritorio, scuole
professionali ed esami di abilitazione, mentre l'evento più
recente è avvenuto nel comune di Udine
con l'approvazione di
una delibera comunale che regolamenta il controllo e la pulizia di
tutti quegli impianti che non rientrano nel quadro legislativo vigente.
Ove non vi siano indicazioni da parte degli enti preposti, in linea
generale, valgono i seguenti principi.
La frequenza di pulizia della canna fumaria
di servizio alle comuni stufe o caminetti varia a seconda
della frequenza dell'utilizzo e delle dimensioni interne del camino.
Mediamente si rende necessario un'intervento
dopo aver consumato tra i 60 e i 100 quintali di legna ben stagionata,
che equivale al consumo di un’accensione giornaliera di almeno sei ore
durante il periodo di due stagioni invernali.
Se però la canna ha
una misura interna
inferiore a cm 15x15, o un diametro di cm 15, la pulizia è consigliata
alla fine di ogni stagione.
Per le stufe alimentate con Pellet è bene
seguire le indicazioni dell'installatore che stabilirà la
frequenza
della pulizia in base al tipo d'impianto ed alla qualità del
combustibile.